18/04/2017

Scriviamo

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 «Vorrei che tutto intorno, nella cornice si aggrovigliassero dei draghi: code, teste, lingue, fiamme di draghi e dragoni, serpenti ovunque, marroni e verdi, potenti, meravigliosi nella loro forza distruttrice!»
«D’accordo signore, farò il possibile, però si ricordi che si tratta solo di una foto di famiglia…»
«Mi sembra di essere stato abbastanza chiaro. Voglio i draghi!»
«Va bene, va bene signore, come desidera.»
Michel cercò di nascondere la perplessità dietro al suo solito viso di servitore fedele. Per anni, nel suo ruolo di tuttofare per la famiglia Draghi, era stato al massimo delle sue forze, il miglior inserviente che si potesse desiderare. Da qualche mese a questa parte invece sentiva di essere stanco: d’un tratto tutti quegli anni di lavoro, svolto in modo umile e dignitoso, senza mai giudicare abitudini e tradizioni di quella famiglia ricchissima, gli erano parsi un enorme, imperdonabile, inguaribile, spreco di tempo. Quello che aveva fatto era stato semplicemente guadagnarsi i soldi che aveva meritato, niente di più, niente di meno e il suo tempo era stato riempito dal denaro. Ora si sentiva alla fine della sua storia e non riusciva a trovarne un senso.

Trama

Dove siamo arrivati
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 Ormai conosceva i membri di quella famiglia quasi quanto il riflesso di se stesso negli specchi. Anzi, conosceva ognuno meglio di quanto si conoscessero tra loro. In una famiglia si impara ad amarsi – o a odiarsi – da subito, è una cosa istantanea. È proprio per questo che esiste sempre uno scarto tra la conoscenza e la conoscenza approfondita. Resta sempre quel qualcosa di sconosciuto. Per Michel però non c’era nulla di misterioso in quelle persone per cui lavorava. Conosceva tutto di tutti ed era stato capace per anni di non giudicare niente, solo di essere quella cosa che loro volevano che lui fosse: il tuttofare. Perché adesso, da qualche mese, aveva cominciato a soffrire di urticaria ogni volta che uno qualsiasi degli abitanti di quella immensa casa gli rivolgeva, con il solito tono di sempre, un ordine? Cosa era cambiato nei rapporti che aveva finora mantenuto il più neutri possibili? Era forse subentrato l’odio – o l’amore? Si rese conto che quella conoscenza imparziale si era trasformata in una sorta di legame di sangue. Si sentiva Michel ora, come un piccolo drago, aggrovigliato nelle spire di quei draghi più grandi.

Personaggi

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 Non aveva mai voluto, Michel, riprendersi qualcosa che aveva perduto, né tantomeno voluto fare a meno di qualcosa che possedeva. Qualsiasi essere con cui avesse provato a stringere una relazione era sfuggito, come un sogno che per quanto ci si sforzi non si riesce proprio a trattenere: come nebbia dirada e svanisce nel nulla, agglomerato di infinite bolle di aria umida. I componenti della famiglia Draghi erano le uniche vere relazioni della sua vita, eppure lui non era praticamente nulla per loro. Un sentimento vero può essere univoco? O meglio, un sentimento univoco può essere vero? “Forse non esistono sentimenti più puri di quelli non ricambiati”, si scopriva a pensare adesso Michel tra una faccenda e l’altra. Per qualche inspiegabile motivo sentiva di desiderare qualcosa, di essere spinto da un moto irresistibile verso la signora Draghi, suo marito, i loro cinque figli: Nicole, Henri, Mathieu, Alexis e Colette . Di certo era dispiaciuto. Era dispiaciuto perché loro erano distanti. Distanti da lui, distanti tra loro: come delle evanescenze danzanti eppure immobili all’interno di quell’immensa casa.

Ambientazione

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